15 dicembre 2016 § Lascia un commento

Cronaca scorrettissima di un improbabile inviata de Il Napolista alla Fiera della Piccola e Media Editoria di Roma.

 

Da qualsiasi punto di vista la vogliate guardare PLPL2016 di Roma è la più importante fiera dell’editoria del Sud Italia. Con i suoi 359 espositori, i più di 200 eventi tra presentazioni laboratori e reading dispiegati su cinque giorni di lavori attrae oltre ad un numeroso pubblico una miriade di blogger che, mai come quest’anno si sono resi protagonisti di un vivace dibattito e un intensa attività sui social. Tanto intensa che viene da chiedersi se queste manifestazioni non siano state organizzate ad esclusivo uso e consumo delle succitate bloggers, alla faccia delle pari opportunità sono quasi tutte donne, che impazzano a frotte tra gli stands consumandosi il ditino twittando decine di hastag al minuto per ogni evento al quale  assistono. Ho letto blogger paragonare qualsiasi libro all’unico LIBRO della loro vita, spesso un classico della letteratura contemporanea americana, ed altri che dichiarano di leggere, e purtroppo di recensire, 150 testi all’anno dei quali i sette ottavi sono capolavori assoluti. I restanti letture imprescindibili.

Ma torniamo all’umile inviata che essendo al secondo anno d’esperienza ha subito messo in pratica le sue insuperabili capacità scroccando il WiFi, inspiegabilmente a pagamento, la poltroncina, merce rarissima e molto ambita, e i tramezzini in sala stampa. Parterre da Il diavolo veste Prada; giornaliste bellissime e diafane ovunque, capelli cortissimi dai colori improbabili con la faccia perennemente incazzata presenziano un nanosecondo giusto il tempo di farsi notare per poi correre ai laptop a buttare giù il pezzo. Direttori che “…beh Gramellini che passa al Corriere è roba forte…” mentre Vinicio Capossela scortato dal pòro Sinibaldi, gran signore come sempre, si scofana un cabaret intero di pastarelle. Al piano superiore sfilano i Vip da Travaglio con l’immancabile LaGioia, Zoro e Zero a cui hanno dato il quarto d’ora d’aria dal firmacopie, Nanni Moretti che commuove leggendo Caro Michele di Natalia Ginzburg, Ascanio Celestini che con il triste aedo cieco Staino si accollano Dario Fo, tutto il salotto buono della cultura italiana a portata di mano di noi poveri mortali in coda mentre le millemila  cover di My favourite thing risuonano nello spazio  Farehneite facendoci sentire  finalmente nel posto giusto. E i libri? Giusto. Libri ovunque come nei nostri più lucidi sogni, o se volete nei nostri peggiori incubi e io credo davvero che molte piccole case editrici si smazzino oltre il ragionevole per tirare avanti pubblicando cose a volte davvero belle, che siano fumetti o coloratissimi libri per bambini, serissimi saggi di filosofia, raccolte di poesia oppure opere prime di giovani . Ma allora perchè diavolo in Italia vengono pubblicate tante porcherie, le stesse che troviamo nelle librerie, le stesse che intasano le classifiche, esattamente le stesse che vengono lette e commentate sui social, sui quali le Blogger sprecano tante energie per recensirle, le stesse che si presentano in tv negli imbarazzanti siparietti sgamati per l’ennesima volta proprio in settimana da Massimiliano Parente nel suo condivisibile articolo su Il Giornale? Di critica manco a parlarne visto che le recensioni non sono altro che le sinossi delle schede delle case editrici e quindi quando Valetudo è tutto bellissimo, i romanzi sono tutti sorprendenti, le storie coinvolgenti e lo storytelling regna ovunque.

Dopo 48 ore ho finalmente scovato una cosa davvero bella: la casa editrice 66TH&2AND che sforna libri bellissimi per grafica, copertina e contenuti. Nella collana Attese si racconta lo sport attraverso la scrittura spaziando tra il calcio il ciclismo e in uscita quest’anno il Premio Pulitzer 20016 Giorni Selvaggi di William Finnegan, un epopea del surf. Per Vite Inattese le grandi biografie Merckx, Pantani, Senna, Michel Jordan e uno straordinario George Best. Faccio due chiacchiere con Michele responsabile editoriale e gli chiedo se anche in Italia potrebbe nascere un editoria che rielabora il mito dello sport come da sempre in America dove attraverso il baseball una nazione intera si riconosce e si ritrova. Quando una cosa del genere sul calcio? La 66TH&2AND punta attraverso i racconti di grandi giornalisti, vedi I Cantaglorie di Giampaolo Ormezzano, che descrive quella che è stata definita “una generazione di giornalisti unica al  mondo” a parlare a chi come noi vive e parla di sport con originalità e competenza. A quanto pare per il calcio dovremo aspettare, magari un giovane Napolista che si cimenti con la fede e con la maglia.

Inutile aggiungere che il budget che avevo destinato agli acquisti è stato dilapidato immediatamente grazie anche ai gadget che quest’anno saranno il pezzo forte dei miei regali di Natale, mentre i libri sono stati già smistati agli amici, bravo leggilo tu e poi mi dici com’è, quindi se cercavate consigli di lettura mi dispiace, non posso aiutarvi per tutto il resto ci risentiamo l’anno prossimo da PiùLibriPiùliberi2017.

Questo articolo è stato pubblicato il 15 dicembre da Il Napolista. Un sentito grazie a Massimiliano Gallo.

 

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