COME AL SOLITO, IL PROBLEMA SIAMO NOI

3 settembre 2015 § 4 commenti

il-problema-non-e-la-caduta-ma-l-atterraggio-614x600

Oggi sulla stampa e sui social scoppia la questione delle immagini devastanti del bimbo morto spiaggiato, ma non si usava per i cetacei? , e dopo decenni di voyeurismo ci scopriamo sensibili e pudici. E allora mi sento di fare un piccolo distinguo: da una parte ci sono centinaia di migliaia di persone, del tutto uguali a noi a quanto pare, eh si mi dispiace dirvelo, con donne, figli, genitori anziani, che fuggono da guerre, carestie, schiavitù e FAME disposti ad affrontare una morte probabile al posto di una certa, una buona dose di fastidio, razzismo e incomprensione messa in atto da un’entità chiamata Europa che sta dimostrando la completa incapacità di gestire una situazione del tutto preannunciata. E sono IL PROBLEMA.

Dall’altra ci siamo noi:

noi che non abbiamo votato Salvini, Le Pen, Heider, che ci indignamo per qualsiasi cosa su Fb o su Twitter, che partecipiamo a raccolte di fondi per l’orchestra e il monumento, per il caniello e per tortello, che disdegnamo l’omologazione e ci cibiamo di cibi lenti, che leggiamo soprattutto, noi leggiamo, ci informiamo, sappiamo e il bimbo morto no, proprio non lo vogliamo in bacheca o sulla prima pagina del quotidiano.

Nemmeno io sono contenta di vedere il bimbo morto, ma per una ragione che forse ci è sfuggita a tutti: non serve a niente.

In un articolo di qualche anno fa Giuseppe Genna riprendendo il discorso trattato nel suo libro Dies Irae, Rizzoli 2006, identifica la perdita dell’innocenza dell’ italiano medio, spettatore, utente, lettore al 1981, precisamente il 10 Giugno insieme ad Alfredino Rampi nel pozzo di Vermicino, quando il diritto di cronaca sconfinò ufficialmente nell’accanimento mediatico. Quasi 35 anni di voyeurismo visivo e intellettuale ci avrebbero anestetizzato e contemporaneamente indotto ad alzare sempre più in alto l’asticella della nostra morbosità; personalmente ricordo con raccapriccio una trasmissione, credo si chiamasse Banzai, una sottospecie di giochi senza frontiere giapponese in cui dei dementi si ingegnavano a farsi del male in modi sempre nuovi tra le sghignazzate del pubblico festante. Ecco io credo che Paperisima per l’aspetto comico delirante sia lo specchio della nostra civiltà, così come  La Vita in Diretta lo sia per il dolore. Quindi il bambino morto, che sfugge dal palinsesto e rispetto al quale dovremo porci troppe domande a cui non sappiamo rispondere ci infastidisce.

Personalmente io mi sento molto peggio quando cambio cellulare ogni due anni senza averne bisogno o quando mi lavo i denti lasciando scrosciare l’acqua per cinque minuti l’acqua; perchè niente mi toglie dalla testa che IL PROBLEMA ho contribuito a crearlo anch’io e che litigando con le teste di cazzo su Fb o indignandomi per il bambino morto non lo risolverò di certo. E soprattutto davanti a una tragedia di tale portata potremmo almeno metterci un attimo da parte, perchè se l’eminente editorialista del quotidiano o la casalinga di Voghera oggi davanti al bambino morto sta male, a me non me ne frega proprio niente.

Annunci

§ 4 risposte a COME AL SOLITO, IL PROBLEMA SIAMO NOI

  • rodixidor ha detto:

    Qualche tempo fa ricordo un’immagine ad un telegiornale: un morto su una spiaggia italiana. Era un migrante annegato, il suo corpo era stato coperto con un lenzuolo e non molto lontano i bagnanti prendevano il sole. Ora non dovremmo discutere se scoprire il cadavere dal lenzuolo ma se possiamo continuare a prendere il sole.

    Mi piace

  • Eletta Senso ha detto:

    Completamente d’accordo con la tua graffiante argomentazione

    Liked by 1 persona

  • […] ne parlavo l’altro giorno qui https://miriampacifico.wordpress.com/2015/09/03/come-al-solito-il-problema-siamo-noi/  ma vorrei ancora aggiungere una […]

    Mi piace

  • cdgiei ha detto:

    Non saprei dire con certezza se serve, ma di sicuro fa male: alla casalinga di Voghera ed anche a me, che probabilmente non faccio abbastanza per migliorare il mondo di cui tanto mi lamento.
    Delle due, la foto sarà l’una: o uno sprone, o una punizione.
    Credo che entrambe abbiano una loro utilità.

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo COME AL SOLITO, IL PROBLEMA SIAMO NOI su segatura.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: