29 aprile 2015 § 1 Commento

Maialino-in-porchetta-SignoracciNell’ambito delle iniziative di EXPO 2015 ieri ho seguito con interesse una presentazione di una nuova linea alimentare a cura dei Salumieri Creativi Sud, da qui in avanti SCS, tenutasi nel famoso Gourmet Store di Napoli.

Inutile dire che alla serata presenziavano proprio TUTTI, i Bagels United, i Grani for Grana, i Bresaola Slim, i Culatello Forever e perfino, in trasferta, i Porchetta Sound; nella sala mediamente affollata l’aroma dell’eccellenza pervadeva i nostri indegni stomaci ansiosi di nutrirsi alla mensa degli eccelsi intenditori che gentimente ci offrivano assaggi di alta ristorazione.

“Saggiare i prodotti del SCS è un percorso nella memoria della nostra infanzia”

” Gli affettati SCS parlano ad ognuno di noi”

“Come non cogliere il richiamo, seppur larvato, del tagliere SCS all’atavica merenda della nonna?”

” Il cacciatore archetipo si risveglia in noi nella sensazione al palato dei SCS”

” Permettetemi di sottolineare che l’SCS tacita definitivamente il veganesimo che è latente in noi”

” Gentile collega con questa linea SCS Lei ha aggiunto la parola definitiva al Menù Antipasto”

“Conservo gelosamente tutti gli incarti oleosi che custodiscono i prodotti SCS, sa un po di feticismo è d’obbligo…”

“Finalmente un prodotto innovativo l’SCS che sbaraglia definitivamente la concorrenza”

“M’impegnerò personalmente affinchè l’SCS entri di diritto nel Gotha del Canone Occidentale dei Salumi”

“Nessuna cena elegante dovrebbe iniziare senza i prodotti SCS”

Insomma un successo.

Se non fosse che nell’ultima fila un bambino si mette a sgranocchiare rumorosamente un panino con la polpetta, sapete quelle avanzate dal ragù di domenica belle impregnate di salsa che puntualmente comincia a scorrergli sula felpa nella costernazione della madre che, mollato infastidita lo smartphone con il quale stava riprendendo religiosamente la conferenza, si affanna a pulire con ardore maniacale. ” Peppì a mamma, ma proprio mo ti doveva venire fame?” esclama stizzita la donna nel silenzio costernato nel quale era piombata la sala: ” E ma qua si parla si parla ma nun se magna mai!”

Beata innocenza.

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