5 febbraio 2014 § Lascia un commento

                                                          KIEV-NAPOLI

                                                                 a/r

 

 

 

Stamattina è venuta così: Hanna sorseggia il suo caffè raccontandomi del suo matrimonio di cui ha appena postato le foto su Facebook, del suo vestito davvero bello comprato a Kiev a soli 300 euro, qua ne avrei speso 3000 ci pensi?, della giornata di diluvio che hanno beccato travolti dai liquami delle fogne che le impedivano di uscire di casa, e delle lacrime della mamma. Che finalmente tornerà per 15 giorni a casa a marzo, che ha trovato 2 biglietti a 150 euro a/r Roma Kiev, che deve portare le foto e le bomboniere ai parenti che ci tengono. Ma Hanna spiegami un po sta cosa, che sta succedendo davvero in Ucraina?

E allora si scatena un fiume in piena.” L’errore è stato fatto nel ’91 da Gorbaciov, noi stavamo bene, mi dice mentre rassetta il divano. Tu pensa che Il nonno è morto alcolizzato a 56 anni e mio padre abbandonò mia madre incinta il giorno del matrimonio e fu cacciato dall’esercito e così 30 anni fa mia madre se ne andò in Siberia (!) con me che avevo 9 mesi e la nonna che già era in pensione, e in 3 giorni trovò il lavoro, radarista dell’esercito, e la casa e la siamo rimaste per 5 anni per poi tornare in Ucraina. Io a Sumy ho studiato e mi sono laureata; poi nel ’93 dopo la dismissione dell’arsenale militare mamma trovandosi senza lavoro ha deciso di venire in Italia e dopo qualche anno l’ho raggiunta; qui ho conosciuto Antonio e insieme abbiamo gestito un ristorante per 8 anni. Poi a causa delle tasse l’abbiamo dovuto lasciare ma ora per fortuna lui ha trovato lavoro nell’Asl e io mi arrangio a fare i servizi e ci siamo potuti sposare. Io non sono d’accordo con l’opposizione perchè sono solo quattro venduti appoggiati dall’America; quello che ci fanno vedere in tv e su internet non è vero. La polizia in Ucraina non ha nemmeno i propiettili, usa solo le pallotole di gomma; è vero il presidente non è una brava persona però l’Europa ci impone un accordo totalmente sfavorevole. Per la paura di un emigrazione di massa non ci concede una reale apertura della frontiere come per voi; ci toccherebbe comunque la richiesta al consolato di un visto per l’espatrio. Inoltre ci impedirebbe l’autosufficienza alimentare imponendoci, con tutta la terra fertile che abbiamo, di acquistare grano e latte dagli altri stati.

Nel 1945 i nostri nonni sono morti per sconfiggere i nazisti e per liberare voi e tutta l’Europa. Ora noi combattiamo sulle loro ossa per rispettare la loro memoria e il loro volere. La libertà di pensiero e di parola dici? Io non so che farmene: a noi basta la nostra terra, la casa e un lavoro. A noi non serve tutta questa ricchezza. Il problema sono gli Ucraini dell’ovest, quelli che abitano ai confini della Germania, che vanno avanti ed indietro e che si sono comprati mezzo paese con l’euro. Io nella democrazia non ci credo. E un invezione occidentale.”

Avrà pure ragione ma rimane il fatto che mentre io scrivo questa storia lei continua a spolverare la libreria.  

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