6 febbraio 2014 § Lascia un commento

                                        LETTERE AL DIRETTORE

 

 

Princi: “Devo assumere 45 cuochi o camerieri e ho trovato solo 5 curriculum adatti”

di Rita Querzè “Ho bisogno di assumere 45 persone. Entro 20 giorni apro il mio nuovo locale a Milano. Da quando ho iniziato le selezioni, a marzo 2013, è passato quasi un anno e ho trovato solo cinque curriculum adatti! Comincio a preoccuparmi. Cerco giovani con passione e voglia di fare. Cuochi,..

 

 

Caro Direttore mi rivolgo a lei che redige questo interessante blog che seguo sempre con molta attenzione per segnalarle questa piccola ma spiacevole vicenda che mi ha toccato molto da vicino. Ieri su facebook più di una persona, credendo di farmi cosa utile, ha ripostato il link e la foto di questo articolo che è apparso sulla mia bacheca così come vede. Seguendo il link http://www.corriere.it/2014/02/03/ma-perche-per-i-ragazzi-italiani-fare-il-cameriere-e-un-ripiego/ si apriva la pagina de “Il Corriere della Sera” in cui si diceva che l’articolo non era disponibile.

Deve sapere che io ho una persona a me molto cara che si trova a Milano da quasi un anno in cerca di lavoro nel settore della ristorazione avendone, pur essendo molto giovane, le professionalità e le qualifiche. Non sto qui a raccontarle le difficoltà che ha incontrato fino ad oggi nella ricerca del lavoro, le dico solo che con tutta la sua buona volontà riesce a malapena a mantenersi tra sostituzioni e precariato estremo, tre giorni, una settimana; appartamenti se possibile ancora più precari, ne ha gia cambiato tre, e depressione incipiente. Appena ricevuta questa segnalazione mi sono affrettata a ripostare l’informazione esortandola a contattare l’indirizzo email del datore di lavoro; ma lei pur avendo già mandato il suo curriculum a questo indirizzo almeno due volte negli ultimi mesi ha deciso di recarvisi personalmente lo stesso giorno. Le è stato risposto che queste informazioni non erano assolutamente vere in quanto la loro ricerca di personale si limitava esclusivamente alla posizione di Banconisti e comunque si trattava di poche unità. Unitamente al dispiacere è sorto in me un certo sconcerto che ha indotto a pormi alcune domande alle quali spero che lei, Sig. Direttore, possa aiutarmi a dare risposta.

Fatto salvo che l’azienda in questione abbià esposto con sincerità la propria posizione, non pensa che l’articolo possa essere di una precisa volontà di manipolazione dell’opinione pubblica? Cito: in un anno ho trovato solo cinque curriculum adatti, cerco giovani con passione e voglia di fare. Cuochi, camerieri…Comincio a preoccuparmi…”

E allora cominciano a riecheggiare voci di qualche tempo fa: “…Siamo costretti ad assumere solo extracomunitari, lavorano sodo, gli italiani non hanno voglia di lavorare….” che poi per logica conseguenza “…la crisi non esiste, c’è la fila fuori ai ristoranti…” e anche “…la crisi è un fattore di percezione, non sottovalutate la dimensione psicologica che vi induce a vedere tutto con la lente del pessimismo…”.

O peggio, c’è da pensare che si cerchi di invogliare sempre più giovani ad intraprendere, peraltro a costi davvero molto onerosi, corsi di chef e pasticcieri cavalcando la moda e a quanto pare anche il business che gira intorno a questo settore senza poi, le parlo per esperienza personale, offrire reali posti di lavoro che non siano i famosi stage non retribuiti che nelle cucine stellate dei ristoranti italiani rivestono un importanza rilevantissima per il riperimento e il ricambio del personale. Che una testata nazionale come “Il Corriere” poi favorisca la divulgazione di queste false notizie le sembra proprio un caso data l’atmosfera politica e sociale che stiamo vivendo in questi giorni? Va tutto ben Madama la Marchesa?

La ringrazio per il suo cortese interessamento e spero di ricevere una sua risposta.

 

 

Un affezionato lettore di Mentecritica

5 febbraio 2014 § Lascia un commento

                                                          KIEV-NAPOLI

                                                                 a/r

 

 

 

Stamattina è venuta così: Hanna sorseggia il suo caffè raccontandomi del suo matrimonio di cui ha appena postato le foto su Facebook, del suo vestito davvero bello comprato a Kiev a soli 300 euro, qua ne avrei speso 3000 ci pensi?, della giornata di diluvio che hanno beccato travolti dai liquami delle fogne che le impedivano di uscire di casa, e delle lacrime della mamma. Che finalmente tornerà per 15 giorni a casa a marzo, che ha trovato 2 biglietti a 150 euro a/r Roma Kiev, che deve portare le foto e le bomboniere ai parenti che ci tengono. Ma Hanna spiegami un po sta cosa, che sta succedendo davvero in Ucraina?

E allora si scatena un fiume in piena.” L’errore è stato fatto nel ’91 da Gorbaciov, noi stavamo bene, mi dice mentre rassetta il divano. Tu pensa che Il nonno è morto alcolizzato a 56 anni e mio padre abbandonò mia madre incinta il giorno del matrimonio e fu cacciato dall’esercito e così 30 anni fa mia madre se ne andò in Siberia (!) con me che avevo 9 mesi e la nonna che già era in pensione, e in 3 giorni trovò il lavoro, radarista dell’esercito, e la casa e la siamo rimaste per 5 anni per poi tornare in Ucraina. Io a Sumy ho studiato e mi sono laureata; poi nel ’93 dopo la dismissione dell’arsenale militare mamma trovandosi senza lavoro ha deciso di venire in Italia e dopo qualche anno l’ho raggiunta; qui ho conosciuto Antonio e insieme abbiamo gestito un ristorante per 8 anni. Poi a causa delle tasse l’abbiamo dovuto lasciare ma ora per fortuna lui ha trovato lavoro nell’Asl e io mi arrangio a fare i servizi e ci siamo potuti sposare. Io non sono d’accordo con l’opposizione perchè sono solo quattro venduti appoggiati dall’America; quello che ci fanno vedere in tv e su internet non è vero. La polizia in Ucraina non ha nemmeno i propiettili, usa solo le pallotole di gomma; è vero il presidente non è una brava persona però l’Europa ci impone un accordo totalmente sfavorevole. Per la paura di un emigrazione di massa non ci concede una reale apertura della frontiere come per voi; ci toccherebbe comunque la richiesta al consolato di un visto per l’espatrio. Inoltre ci impedirebbe l’autosufficienza alimentare imponendoci, con tutta la terra fertile che abbiamo, di acquistare grano e latte dagli altri stati.

Nel 1945 i nostri nonni sono morti per sconfiggere i nazisti e per liberare voi e tutta l’Europa. Ora noi combattiamo sulle loro ossa per rispettare la loro memoria e il loro volere. La libertà di pensiero e di parola dici? Io non so che farmene: a noi basta la nostra terra, la casa e un lavoro. A noi non serve tutta questa ricchezza. Il problema sono gli Ucraini dell’ovest, quelli che abitano ai confini della Germania, che vanno avanti ed indietro e che si sono comprati mezzo paese con l’euro. Io nella democrazia non ci credo. E un invezione occidentale.”

Avrà pure ragione ma rimane il fatto che mentre io scrivo questa storia lei continua a spolverare la libreria.  

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