paesologia umana

12 gennaio 2014 § 4 commenti

Paesologia umana

 

 

 

Appena entro noto con soddisfazione che sono l’unica donna nel locale; penso che ciò mi garantirà un bagno immacolato. Per il resto la decina di tavoli sono tutti più o meno occupati da gente impegnata a mangiare di gusto. La trattoria è di quelle per camionisti ma di camion fuori nemmeno l’ombra dato che il parcheggio che pure accoglie una ventina d’auto è troppo angusto per le manovre dei bestioni della strada; di recente però deve essere stata rimodernata perchè sfoggia una freschezza e un design decisamente gradevole, quel tanto minimal che non guasta e una parete intera di lavagna su cui spiccano a gessetti colorati i piatti del giorno e incomprensibimente una citazione di Gandhi. Due menù ad un prezzo fisso ridicolosamente basso in cambio di un cibo sano ben cucinato e il servizio essenziale e rapido fanno di questo un posto ideale per gente che fatica. No non scrivo per Trip Advisor tranquilli. Dato che non sono sola, è chiaro che diavolo ci farei in una trattoria ad Avellino in un mercoledi di Gennaio, ma con il mio compagno, che come è consuetudine nelle coppie rodate basta un sguardo ogni tanto, un commento, un gesto d’intesa per farsi buona compagnia, allora sbircio in giro tra i tavoli un mondo maschile come maschio è il proprietario che serve anche in tavola. Gli operai già hanno pranzato, li abbiamo incontrato fuori che fumavano prima di risalire sul furgone: in sala ora ci sono un paio di rappresentanti che tirato fuori il pc stanno programmando il giro pomeridiano; fateci caso i rappresentanti di solito lavorano da soli ma quando sono in coppia non si può sbagliare: il titolare, quello un po più anziano, sbracato in maniche di camicia pranza e chiacchiera animatamente mentre il giovane impeccabilmente imbarazzato smanetta ansioso tra smartphon e pc.

A fianco tre amici sembrano concentrarsi sui piatti ma poi tra un bicchiere e l’altro si intuisce che sono degli imprenditori, piccole aziende, qualche laboratorio, e si raccontano di tasse e dipendenti che non se ne può più e mi sembra di capire che parlino di un certo Giovanni che quando 6 mesi fa ha mollato tutto e se n’è andato a Capo Verde ha fatto na cosa grande ma poi arriva il secondo e si rimettono a mangiare. Di fronte a noi due ragazzi si sono appena seduti; sono quasi coetanei ma chiaramente in giacca e cravatta l’ingegnere sembra più adulto del tecnico che si toglie con difficoltà il giaccone con il logo della ditta. Ricordo di aver visto qualche chilometro prima un cantiere autostradale e l’accento lombardo mi incuriosisce: li sento chiedersi come sarebbe restare fuori casa per lavoro per 8 mesi e poi guardo le mani dell’ingegnere. Magre bianche e decisamente pelose, porta la fede e io immagino una villetta in Brianza col cortile lastricato in porfido e un cane nervoso ed elegante che spunta dalla cuccia sotto il patio quando si apre il cancello che lascia entrare un piccolo suv con lei decisamente bionda al volante. Sul seggiolino posteriore di bionda c’è ne un altra infagottata nel suo giaccone piccino a abbracciata alla sua Peppa Pig Lei non chiama quasi mai a meno che non si guasti il riscaldamento o il telecomando del garage non faccia i capricci. Lui la contatta la sera sempre se non si fa troppo tardi ed allora è inutike accedere su Skipe, lo sai che a quest’ora la piccola è già a letto, ma diamine sono solo le 19.30 sono tornato adesso dal cantiere nemmeno la doccia. L’altro sembra pensare ” col cazzo otto mesi” chissà se il mio vecchio ci campa ancora otto mesi con tutto quello che ci costa quella stronza di moldava, schiattato in quel fetentissimo deserto a posare tubi e cavi e guaine e poi alla Monica chi glielo dice che già vaneggia di tappezzerie e bomboniere. Il padrone ci tenta con una fetta di dolce ma tre giorni dopo la befana la pastiera è una causa persa. Mentre risaliamo in auto sento qualcuno commentare “…coppia clandestina? Ma no, non lo vedi che quasi non si parlavano più, povera crista lei sai che noia….”.

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§ 4 risposte a paesologia umana

  • newdjango ha detto:

    Ciao Miriam, seguendo un poco le tue tracce culturali ho scoperto il bellissimo blog “Sussurri delle cube”. Io ci abito a poche decine di km ed ho sempre pensato che quei luoghi siano fantastici, passato l’Isonzo senti di entrare in un altro mondo. Epperò siccome anch’io sono (quasi completamente) del Sud mi mancano tante radici di fondo che con quel sito si possono arricchire, ci tenevo a dirtelo.
    Peccato che tutto sia quasi irrimediabilmente compromesso dall’inquinamento ed in parte dall’abbandono, anche qui non scherzano!
    Ho letto con piacere il tuo nuovo pezzo su MC, come al solito ben corredato dalla impeccabile scelta di immagini di CN.
    Ancora grazie per l’imbeccata, un saluto. Django

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  • miriampacifico ha detto:

    ciao Django 🙂 scusami il ritardo ma come vedi non sono per niente una nativa digitale e perdo un sacco di tempo a sbrogliarmi con la tecnologia. Si ” sussurri tra le cube” è proprio poetico, forse perchè da brava napoletana subisco il fascino dell'”altro”. Del resto Grado, mi sembra che da li scriva,non la conosco affatto, mi sono spinta fino a Trieste, ma col mio solito mazzo c’era tanta di quella nebbia quel giorno che credimi, non si vedeva il mare… Sei sempre molto gentile con me e con le cose che scrivo, grazie…

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  • newdjangojango ha detto:

    Ciao cara Miriam, mi sono preso uno stacco. Hai avuto jella perché a Trieste la nebbia è veramente molto rara. Grado ed i suoi dintorni meritano attenzione: ti segnalo Cormons (magari a fine estate la rievocazione medioevale), la bellissima Palmanova ( a luglio rievocazioene storica), Marano ed il biotopo WWF con acquario lagunare e polenta con le seppie, una infinità di “private” (produzione casalinga) se ti piace il vino declinato a 360 gradi, i biotopi della foce dell’Isonzo e della foce dello Stella ed una accoglienza amichevole… Un abbraccio perchè a “naso” mi sei simpatica. Django

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  • miriampacifico ha detto:

    Ciao Django hai il naso fine 🙂 i luoghi che descrivi sembrano meravigliosi ma la strada è proprio lunga. Chissà una vacanza estiva, a presto

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