POMPEI

7 novembre 2013 § Lascia un commento

Non so se può interessare a qualcuno ma ora facciamo un po di chiarezza sul patrimonio culturale italiano e sui suoi dipendenti. A fronte di una ricchezza inesauribile è sotto gli occhi di tutti una incapacità di gestione dei beni cuturali, siano essi archeologici paesaggistici storici e quant’altro. Sicuramente c’è chi ne sa più di me ma io so di cosa parlo in quanto exdipendente della Pierreci Napoli, società privata che gestisce i servizi, attenzione, solo i servizi museali, e moglie di un dipendente dei Beni Culturali nei Campi Flegrei.

Lo Stato non può più permettersi di assumere personale con i contratti vigenti in Italia, contratto che peraltro non viene rinnovato da anni e che non sarà aggiornato almeno per i prossimi tre anni, come da spending review; un dipendente dei beni culturali, a prescindere dal livello, B2, B3 ecc… guadagna per contratto l’equivalente di una pensione sociale. Sorpresi? Continuate a leggere allora. Per stipendio si intende il corrispettivo spettante se il lavoratore sta a casa. Lo stipendio si triplica, o quasi, aggiungendo l’effettiva mole di lavoro corrisposta. In quanto turnisti, perchè i musei e le aree archeologiche devono essere presenziate anche, o forse soprattutto, quando sono chiuse, i lavoratori percepiscono un tot se prestano servizio di mattina, un tot in più per il pomeriggio, un altro po se lavorano di notte, di più se il giorno è festivo, di più ancora se è superfestivo, pasqua, natale, primo maggio ecc. ( per questo troverete chiusi i musei, lo stato ha deciso che non ci sono i soldi per pagare i “ festivi” e quindi i dipendenti posssono e sicuramente si rifiuteranno di lavorare, a meno di novità, nei giorni suddetti). Poi ci sono voci tipo Competenze, Spettanze, Strordinari, Buoni pasto; si perchè ogni 6 ore e 40 minuti i lavoratori hanno il calo di zuccheri e gli spetta il risarcimento per il pasto, cosa giustissima per un muratore, un minatore o un conducente di tram ma che si estende anche agli impiegati e ai custodi. Essendo turnisti dopo il lavoro notturno c’è il giorno di riposo, a cui vanno aggiunti i CO, cioè congedi ordinari, le malattie, sacrosante ma spesso empiriche, le varie leggi, sacrosante anche queste 104, 151 ecc. che contemplano permessi per assistenzaai parenti con invalidità o malattie a lungo termine, allattamenti e aspettative che permettono riduzioni di orari o assenze, permessi per visite mediche, lutti familiari e tre permessi all’anno per imprevisti vari. E le ferie.

I dipendenti statali sono rimasti davvero in pochi e sono mal distribuiti, e questo di sicuro non è colpa loro. Lo Stato tranne rare eccezzioni e mai per i siti Archeologici non può appaltare la sorveglianza ai privati, ma può delegare i servizi, cioè biglietteria, bookshop, pulizia, manutenzione, videosorveglianza, allarmi, sistemi informatici e lo fa pagando prezzi stratosferici. E rimasto nella storia l’appalto del Museo Civico di Palermo che costava una cifra esorbitante invece di rendere, perchè i privati dovrebbero pagare per entrare nei Musei e poi se ne sono capaci guadagnarci… Veniamo ai privati allora: una volta assegnati determinati sevizi, lo Stato più o meno se ne disinteressa e allora si scopre che i privati sono società create ad acta dalle mogli o dai cognati dei politici di turno che assumono, ai miei tempi, 1998-2002, giovani e motivatissimi co.co.co, co.co.pro, ecc. pagati come da contratto tra i 6 e gli 800 euro al mese, licenziabili, costretti a turni anche di dodici ore, senza buoni pasto ovviamente, che si barcamenano tra 2000 giapponesi in coda e un negozio da gestire con competenza commerciale. Perchè il privato, se funziona, cerca giustamente di guadagnare su tutto il resto, bookshop, audioguide, spettacoli, laboratori, ristorazione, guardaroba ecc. Lo sapete che nei clausole dei contratti di gestione dei servizi è contemplato che le società private laddove non lo ritengano convienente, cioè dove non ci sono abbastanza visitatori per pagare una persona, possano sospendere il servizio di Biglietteria dei Musei ridelegandolo alla Sovraintendenza che non avendo personale lascia il museo aperto però con ingresso gratutito, salvo il sabato e la domenica dove riappare il bigliettaio, privato, che emette il tiket, a pagamento? E poi c’ è la politica che si interessa dei Beni Culturali solo quando gli fa comodo, in campagna elettorale o per sommergere di fango i singoli amministratori. Non che non abbia ragione anche lui: non esiste tuttora una concreta sinergia tra amministrazione centrale e quelle locali. Intere porzioni di territorio ricchissime di risorse turistiche e cuturali non sono servite da trasporti pubbilci coerenti ne vengono risolti problemi storici di viabilità; per zone archeologiche importantissime non è mai stato progettato un piano di sviluppo turistico che comprenda ricezione alberghiera, servizi, informazioni. Che gli archeologi e gli studiosi abbiano fatto carriera nel Ministero ci sembra giusto e normale ma che che non gli si affianchino dei manager ONESTI e competenti è un assurdità tutta italiana. E ora aspetto, casomai qualcuno mi legga, valanghe di precisazioni e nell’attesa vado a trovarmi un buon avvocato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Che cos'è?

Stai leggendo POMPEI su segatura.

Meta

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: