25 novembre 2013 § Lascia un commento

Mio padre, classe 1921, si chiamava Tonino. Sposò mia madre nel ’57 e visse con lei fino alla sua morte nel 2004. Era un medico, di quelli buoni, ed è stato un buon marito e un buon padre. Io li ricordo ancora bambina scambiarsi tenerezze e ridacchiare la notte nella camera affianco; li trovavo al mattino in bagno, lei impegnata sulla tazza alle prese con la sua perenne stitichezza mentre lui si faceva la barba. Mia madre pretendeva  puntualmente  il suo aiuto a piegare le lenzuola stese ad asciugare in inverno sulle sedie del salone. E tutte le sere seduti sulla poltrona recitare insieme il Rosario. Quando a lei scoprirono una massa alle ovaie lui entrò con i suoi colleghi in sala operatoria; non era nulla di grave ma lui si spavento` e perse la vista per tre mesi. Gli rimase una forma di depressione che lo accompagno’ ancora per alcuni anni. Mio padre per tutta la vita non ha mai alzato la voce se non da vecchio quando discuteva di politica con un suo cugino comunista. Mio padre mi ha insegnato la dignità e il rispetto verso se stessi e gli altri, l’autonomia e l’orgoglio di essere una donna. Io sono stata una donna fortunata. E pretendo per tutte le figlie e le sorelle rispetto e solidarietà. Anche nel nome di mio padre.

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AD USUM DELPHINI

20 novembre 2013 § Lascia un commento

                                                         

 

 

Se ci siamo indignate tutte nel ventennio berlusconiano dell’immagine della donna propinataci dai media eviterei le ignobili battute sull’aspetto fisico della Ministra Cancellieri. Detto questo passiamo ai fatti. Ora Ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri ha ricoperto il ruolo di Ministro degli Interni.

Non sarò obiettiva: il Ministro degli Interni è uno sbirro schifoso. Le sue funzioni, come da Wikipedia sarebbero garanzia della regolare costituzione degli organi elettivi degli enti locali e del loro funzionamento, regolamentazione della finanza locale e dei servizi elettorali, vigilanza sullo stato civile e sull’anagrafe e attività di collaborazione con gli enti locali; tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e coordinamento delle forze di polizia; amministrazione generale e rappresentanza generale di governo sul territorio; tutela dei diritti civili, ivi compresi quelli delle confessioni religiose, di cittadinanza, immigrazione e asilo.

 Devo tradurre? Fate per un attimo mente locale sull’immenso potere che ha questa donna, fatto? Pensate allora a come e quanto si sia dovuta sforzare, nonostante, e questo le fa onore, il suo aspetto fisico, per arrivare a ricoprire una carica dello Stato così importante. Appena laureata entra a far parte del Ministero degli Interni da giornalista e diviene capoufficio stampa della Prefettura di Milano. E poi Prefetto. Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. Supponiamo che sia una persona leale ed onesta. Mettiamoci per cinque minuti nei suoi panni, noi che per effettuare una TAC urgente in una struttura pubblica dobbiamo prima trovare un amico di un amico che ci risparmi i 90 giorni medi di attesa presso i famigerati CUP, noi che per contestare una cartella esattoriale dobbiamo perdere due giorni lavorativi negli uffici dell’Equitalia o chiamare direttamente il Gabibbo, noi che per iscrivere nostra figlia all’asilo comunale dobbiamo frequentare la catechesi per adulti; credete forse che a parte sistemare splendidamente i suoi figli non abbia avuto anche lei bisogno, per se stessa o per i suoi innumerevoli amici, di un piacere, una favore, una raccomandazione, una corsia preferenziale? E se tra i suoi innumerevoli amici poi si scopre che ci sono anche persone non proprio di limpida caratura morale, cosa probabilissima d’altronde, visto che la suddetta signora ha avuto a che fare per meriti professionali con politici, industiali, banchieri, magistrati, poliziotti e pregiudicati credete non si sia dovuta impegnare egualmente nel favorirli?

Cosa ci scandalizza dunque? L’ingenuità nel ritenere che le sue telefonate non sarebbero state intercettate? La presunzione che anche se intercettate non avrebbero costituito motivo di discussione o base di reato? L’illusione che nel marasma politico non avrebbero usato tutta questa storia per attentare al governucolo che ci ritroviamo? La Signora Ministra, per dirla alla Checco Zalone, cade dalle nubi anzi ribadisce con rinnovato fastidio e meraviglia, “ nessun incosueto zelo” nel presentare le proprie dimissioni.

Il paragone poi con i vari Bassolino, Del Turco, De Magistris e Vendola non ci sembra del tutto fuori luogo; ma se nel caso di rappresentanti politici democratimente eletti la delusione è cocente, soprattutto per chi li ha sostenuti, pur sapendo che governare obbliga a compromessi e connivenze con buona parte dei poteri manifesti e spesso occulti, da un servitore dello stato come un Prefetto o un Ministro, che ricordiamo ha giurato fedeltà allo Stato, ci saremo aspettati qualcosa di meglio di un semplice faccendiere azzeccagarbugli intento, diciamolo, a sbrogliare i fatti propri. O almeno, una volta beccata con le mani nel sacco, l’onestà di confessare che anche lei, Signora Ministra ha fatto una cazzata.

Una mia giovane…

13 novembre 2013 § Lascia un commento

Una mia giovane amica brasiliana ha appena partorito una splendida bimba. Durate il travaglio in ospedale, insieme ad altre cinque mamme, essendo uscita di conto già da un po di giorni si è deciso di praticarle un cesareo e quindi di farle un anestesia. Lei vedeva entrare ed uscire tanti dottori ed allora ha chiesto ad uno di loro: ” Ma è lei il mio dottore? ” Lo spiritosone le ha risposto: ” Perchè ha delle preferenze? ” E lei allora senza scomporsi gli detto: ” Senti, io sono venuta dal Brasile qui in questo ospedale perchè tu possa farmi questa siringa quindi ora prenditi la responsabilità di ciò che farai.”
Benvenuta Talita.

POMPEI

7 novembre 2013 § Lascia un commento

Non so se può interessare a qualcuno ma ora facciamo un po di chiarezza sul patrimonio culturale italiano e sui suoi dipendenti. A fronte di una ricchezza inesauribile è sotto gli occhi di tutti una incapacità di gestione dei beni cuturali, siano essi archeologici paesaggistici storici e quant’altro. Sicuramente c’è chi ne sa più di me ma io so di cosa parlo in quanto exdipendente della Pierreci Napoli, società privata che gestisce i servizi, attenzione, solo i servizi museali, e moglie di un dipendente dei Beni Culturali nei Campi Flegrei.

Lo Stato non può più permettersi di assumere personale con i contratti vigenti in Italia, contratto che peraltro non viene rinnovato da anni e che non sarà aggiornato almeno per i prossimi tre anni, come da spending review; un dipendente dei beni culturali, a prescindere dal livello, B2, B3 ecc… guadagna per contratto l’equivalente di una pensione sociale. Sorpresi? Continuate a leggere allora. Per stipendio si intende il corrispettivo spettante se il lavoratore sta a casa. Lo stipendio si triplica, o quasi, aggiungendo l’effettiva mole di lavoro corrisposta. In quanto turnisti, perchè i musei e le aree archeologiche devono essere presenziate anche, o forse soprattutto, quando sono chiuse, i lavoratori percepiscono un tot se prestano servizio di mattina, un tot in più per il pomeriggio, un altro po se lavorano di notte, di più se il giorno è festivo, di più ancora se è superfestivo, pasqua, natale, primo maggio ecc. ( per questo troverete chiusi i musei, lo stato ha deciso che non ci sono i soldi per pagare i “ festivi” e quindi i dipendenti posssono e sicuramente si rifiuteranno di lavorare, a meno di novità, nei giorni suddetti). Poi ci sono voci tipo Competenze, Spettanze, Strordinari, Buoni pasto; si perchè ogni 6 ore e 40 minuti i lavoratori hanno il calo di zuccheri e gli spetta il risarcimento per il pasto, cosa giustissima per un muratore, un minatore o un conducente di tram ma che si estende anche agli impiegati e ai custodi. Essendo turnisti dopo il lavoro notturno c’è il giorno di riposo, a cui vanno aggiunti i CO, cioè congedi ordinari, le malattie, sacrosante ma spesso empiriche, le varie leggi, sacrosante anche queste 104, 151 ecc. che contemplano permessi per assistenzaai parenti con invalidità o malattie a lungo termine, allattamenti e aspettative che permettono riduzioni di orari o assenze, permessi per visite mediche, lutti familiari e tre permessi all’anno per imprevisti vari. E le ferie.

I dipendenti statali sono rimasti davvero in pochi e sono mal distribuiti, e questo di sicuro non è colpa loro. Lo Stato tranne rare eccezzioni e mai per i siti Archeologici non può appaltare la sorveglianza ai privati, ma può delegare i servizi, cioè biglietteria, bookshop, pulizia, manutenzione, videosorveglianza, allarmi, sistemi informatici e lo fa pagando prezzi stratosferici. E rimasto nella storia l’appalto del Museo Civico di Palermo che costava una cifra esorbitante invece di rendere, perchè i privati dovrebbero pagare per entrare nei Musei e poi se ne sono capaci guadagnarci… Veniamo ai privati allora: una volta assegnati determinati sevizi, lo Stato più o meno se ne disinteressa e allora si scopre che i privati sono società create ad acta dalle mogli o dai cognati dei politici di turno che assumono, ai miei tempi, 1998-2002, giovani e motivatissimi co.co.co, co.co.pro, ecc. pagati come da contratto tra i 6 e gli 800 euro al mese, licenziabili, costretti a turni anche di dodici ore, senza buoni pasto ovviamente, che si barcamenano tra 2000 giapponesi in coda e un negozio da gestire con competenza commerciale. Perchè il privato, se funziona, cerca giustamente di guadagnare su tutto il resto, bookshop, audioguide, spettacoli, laboratori, ristorazione, guardaroba ecc. Lo sapete che nei clausole dei contratti di gestione dei servizi è contemplato che le società private laddove non lo ritengano convienente, cioè dove non ci sono abbastanza visitatori per pagare una persona, possano sospendere il servizio di Biglietteria dei Musei ridelegandolo alla Sovraintendenza che non avendo personale lascia il museo aperto però con ingresso gratutito, salvo il sabato e la domenica dove riappare il bigliettaio, privato, che emette il tiket, a pagamento? E poi c’ è la politica che si interessa dei Beni Culturali solo quando gli fa comodo, in campagna elettorale o per sommergere di fango i singoli amministratori. Non che non abbia ragione anche lui: non esiste tuttora una concreta sinergia tra amministrazione centrale e quelle locali. Intere porzioni di territorio ricchissime di risorse turistiche e cuturali non sono servite da trasporti pubbilci coerenti ne vengono risolti problemi storici di viabilità; per zone archeologiche importantissime non è mai stato progettato un piano di sviluppo turistico che comprenda ricezione alberghiera, servizi, informazioni. Che gli archeologi e gli studiosi abbiano fatto carriera nel Ministero ci sembra giusto e normale ma che che non gli si affianchino dei manager ONESTI e competenti è un assurdità tutta italiana. E ora aspetto, casomai qualcuno mi legga, valanghe di precisazioni e nell’attesa vado a trovarmi un buon avvocato.

De Rerum Natura

6 novembre 2013 § Lascia un commento

Premesso che non posso insegnare niente a nessuno e che sto solo chiedendo aiuto per capire insieme cosa sta succedendo e cosa si dovrebbe fare,  io mi limito solo a raccogliere fatti e raccontare storie.

Che i tempi siano cambiati e che i ragazzi crescano in fretta ormai lo sappiamo tutti ma scoprire che a 15 anni ci di prostituisca per una dose di coca e quattro spiccioli pur essendo una ” pariolina”, che gli adolescenti gay si lanciano dal balcone, e se non sei gay basta una sgridata, due ceffoni e una play station rotta per volare dal quarto piano, beh mi sconcerta. Che siano diversi, altri, da noi lo sappiamo; ma i problemi che devono affrontare in fondo sono sempre gli stessi, gli stessi che dovemmo affrontare noi adolescenti alla loro età.  Chi di noi non si è  mai sentito uno scherzo della natura? Perchè “Tapparella” di Elio e le Storie Tese ha avuto tanto successo allora? M ve le ricordate voi le scuole medie? Sono le soluzioni geniali che trovano che ci lasciano allibiti. Essere un po originali pare sia una malattia: il divide et impera ha fatto il suo tempo e alla società fa comodo averci tutti uguali per poterci indottrinare e gestire meglio. E questo i ragazzi lo hanno capito da subito. Uniformarsi e confondersi è la loro preoccupazione e se non ti senti proprio così ci sono tanti sistemi: dall’alcool alle canne, dalla depilazione, per i maschi, ai “ritocchini” per le ragazze. Sei fisicamente inadeguato? Energy drink e dooping a che servono allora?. A scuola non ottieni risultati sperati? Si imbroglia, si ritoccano i registri, si distrugge, anche supportati dai genitori,  l’insegnante. La tipa o il tipo che ti piace non si accorge di te? La meni, la ricatti, la ridicolizzi, la esautori dalla comitiva. Gli amici non ti considerano abbastanza? Puoi sputtanarli sui social network. Le serate tutte uguali ti annoiano? Bevi, e bevi ancora, fino a svenire, e poi balli previo pasticchetta indefinibile, tutta la notte e se non c’è il dummie magari ti schianti  sulla statale alle 6 del mattino. Ma nonstante tutti i supporti che si sono inventati questi ragazzi sono ancora fottutamente e disperatamente fragili. E allora in analisi ci andiamo noi.

Sono stata una figlia e una moglie, ora sono una compagna e soprattutto una madre e continuo a chiedermi dove è che sbaglio, dove ho sbagliato e quando lo rifarò.  Ho letto abbastanza Pinocchi coniglietti e topi a mia figlia? Le ho cantato abbastanza De Andre e Gaber per farla addormentare? L’ho trascinata in tutti i musei, teatrini sagre e manifestazioni? Ho cucinato con lei e per lei tutti i cereali, le verdure, i biscotti del mondo?  Abbiamo sopportato quelle domeniche infinite e quelle pasque e quei natali dai nonni?  Le ho risparmiato, nel limite degli imprevisiti che la vita ti regala, traumi dolore e sofferenza? Abbiamo scalato insieme tutti i sentieri, nuotato tutti mari, dissodato gli orti e piantato fiori? Ci siamo accarezzate abbastanza sul divano leggendo linus e piccoli principi? Abbiamo litigato per un uscita, una sigaretta, un top inadeguato, un piercing, un tatuaggio, un amica, un ragazzo? Le ho corretto tutti i congiuntivi gli aoristi e le equazioni? L’ho fatta vivere in un ambiente sicuro, protetto, amorevole, creativo e stimolante? Le ho mostrato il rispetto e la cura per gli anziani, l’attenzione per la diversità, la sensibilità per le sfumature? Ci siamo annoiate abbastanza insieme? Ho capito in tempo, non senza un dolore lacerante, quando era pronta per andar via? Ho accettato che adesso non è più il momento di continuare a fare tutto questo e che quel che è fatto è fatto e che non è più in mio potere cambiare le cose?

E Nella sera a…

2 novembre 2013 § Lascia un commento

E Nella sera ancora
il ticchettare delle zampe sull’asfalto nero
dei due cani

1 novembre 2013 § Lascia un commento

Mo lo chiedo a Gaetano

 

 

 

Noi siamo una piccola comunità. Un migliaio di anime quasi tutti emigrati dalla città; pochi agonizzanti pendolari e tanti stanziali o per lavoro o per pensionamento o perchè fai la mamma da poco. Originali per professione pratichiamo, non senza pagarne le conseguenze, una vita più lenta. Ma la vita arriva pure qua e quando non capiamo una cosa chiediamo a Gaetano.

Ma D’Alema che cacchio combina in bicamerale? Ma se mi leggo “ Critica della ragion pura” poi me lo spieghi? Ma questa bolletta della luce è normale? Gaetà ti sei visto il film si Sorrentino?

E poi anche: Quando scendi a piazza Dante mi pigli il vocabolario di greco? Prendi il vino pure per

me? E le castagne a Roccamonfina? E i frutti di bosco?

Non è che Gaetano sapppia tutto, anzi, su certe cose sembra addirittura inadeguato tipo le femmine o e macchine, ma se non le sa chiede in giro, le studia e le capisce. Non si fa distrarre dalle cazzate, niente tv da sempre, solo i suoi inseparabili quotidiani e al limite una chiacchiere con un amico. Quindi a 60 anni sa un sacco di cose. Ma questo non basta. Gaetano ha pure vissuto; non proprio una vita alla steve McQueen ma il suo l’ha fatto, il giusto e al momento giusto e mo vive come meglio sa fare. Cioè da uomo coerente. Un padre coerente, un pensatore coerente, un comunista coerente, un compagno coerente, un professore coerente, un filosofo coerente, un amico coerente. Diciamoci la verità: senza Gaetano la nostra vita sarebbe un altra, la nostra coscienza non sarebbe la stessa e questo posto non sarebbe così maledettamente bello. E poi lui quando vuole bene lo fa intensamente, quasi sapppia che è l’ultimo baluardo all’assurdità dell’esistenza. E in questi ultimi vent’anni l’assurdità dell’esistenza ci è balzata agli occhi e ci sta tramortendo tutti. Siamo diventati tutti precari, puttane, pupazzi, clienti, consumatori, schiavi, ignoranti, sfruttatori, indifferenti e venduti. Resistiamo ancora praticando il libero pensiero e quando proprio abbiamo dei dubbi chiediamo a Gaetano.

Solo che Gaetano qualche anno fa in una mattina di quasi primavera si è impiccato. Forse il mondo si era fatto così incasinato che persino lui non sapeva più a chi chiedere per farselo spiegare. Forse è stato un uomo coerente, da sempre.Immagine

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