22 ottobre 2013 § Lascia un commento

Ieri ho visto un vecchio lavarsi la faccia;

un vecchio normale

non uno di quelli lampadati al filler con i jeans fucsia imbraccialettati come Madonne Dell’Arco,

uno che magari faceva il falegname o il professore di storia in periferia

o il contadino nell’avellinese o un magistrato ad Oristano,

uno che teneva minimo ottant’anni e di cose, lui, ne aveva viste parecchie

e nel bagno di un ospedale, con suo asciugamanino grigio-vecchiaia sulla spalla

si lavava la faccia.

L’ho osservato perchè ci metteva una vita ed io, di fretta come sempre, fremevo.

E poi ho capito perchè ci metteva tanto.

Dal lavandino correva un filo d’acqua e alle sue mani occorreva tempo per riempirsi.

Ma a lui sembrava non importare, anzi ogni tanto controllava che rubinetto fosse aperto il giusto e gettando un occhiata catarattica allo specchio scambiato aspettava con le mani a coppa e poi strofinava con cura il viso mal rasato, il collo, la nuca.

In quel filo d’acqua c’era il senso di una vita, l’attesa, il rispetto, la gratitudine per la corda del secchio del pozzo che nessuna jacuzzi gorgogliante a cascata potrà mai insegnarci.

Finito di asciugarsi, mi ha sorriso e allontanandosi nel pigiama a righe regolamentari inaspettatamente mi ha detto grazie.

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19 ottobre 2013 § Lascia un commento

Orrori contempo…

18 ottobre 2013 § 1 Commento

Orrori contemporanei lessicali:
Badare il gatto, o il nonno.
Campare il fidanzato.
( A lui lo campano i suoi).

6 ottobre 2013 § Lascia un commento

Siamo tutti degli ipocriti.
La povera gente che muore nel tentativo di sbarcare in Europa non sono altro che Danni collaterali di azioni politiche decise all’ONU alla FAO nelle borse internazionali e dai governi mondiali. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere e minerarie, le strategie dei mercati alimentari, il colonialismo, gli appoggi militari tendenti a destabilizzare interi continenti generano migrazioni, carestie, epidemie e genocidi. L’unica novità è che ora 6000 persone sono venute a morire a casa nostra…

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6 ottobre 2013 § Lascia un commento

6 ottobre 2013 § Lascia un commento

il secchio dell’umido

 

Stamattina mentre svuotavo il secchio dell’umido riflettevo sul come abbiamo sviluppato questa ripugnanza verso tutto ciò che si decompone. Nella nostra società, come nella maggior parte di quelle occidentali, si sta affermando la consapevolezza e la tutela di tutte le forme di vita, da quelle ancora in germe a quelle in fase di decadimento con tutte le problematiche etiche e pratiche che ne conseguono rimuovendo la realtà, cioè che il disfacimento fisico non è che una parte della vita stessa. In questo senso vanno le eccessive cure per preservare o piuttosto ricreare un aspetto fisico desiderabile ma anche la consapevole scelta riguardo il trattamento o se vogliamo lo smaltimento dei propri resti fisici dopo la morte. Che li si mandi su Marte o li si disperda nel mare le nostre ceneri sono il prodotto piu accettabile di questa fastidiosa eredità che sono le nostre spoglie che ci hanno supportato nel nostro passaggio terreno. Eppure culture ancestrali ci hanno tramandato l’elaborazione dei lutto non solo psicologici attraverso pratiche oggi considerate disgustose e riprovevoli che contemplavano inumazioni, riesumazioni, smembramenti, pasti per le fiere, imbalsamazioni e quant’altro. Memorabile Damien Hirst sperimentatore del processo decompositivo e che della conservazione allucinata della carne ha fatto un perno centrale della sua geniale creazione; ora che i tassidermisti sono una specie in via di esistizione e suppongo sopravvivano solo grazie a Padre Pio e i vari Dudù e gli avvoltoi sono impegnati altrove emerge prepotente il fastidio nei confronti della devozione verso i gli inutili resti dei defunti solo fino ad un attimo prima curati e amati.
In quanto napoletana conosco bene il culto dei morti che si è perpetuato nella mia città da tempo immemorabile che viene descritto benisimo nell’articolo della rivista Napoli Monitor “ Un rapporto tranquillo” del 31 agosto e ritengo che la cremazione sia un gesto di civiltà prima di tutto nei confronti del nostro pianeta e poi dei nostri cari a cui risparmiamo, come diciamo noi, uno sperpetuo. Evidentemente è esploso l’effetto catartico del gusto dell’orrido-orrorifico che ci hanno inculcato tra televisione videogiochi e quant’altro che ha relegato “ lo Sperpetuo” appunto in una visione purificata e anestetizzata della morte.
Sarà che noi pescatori con i vermi abbiamo una certa familiarità e mettici anche l’immagine dei poveri resti sotto la Costa Concordia che sono certa arriveranno presto, ma il brulicare nel secchio dell’umido oggi mi faceva affettuosamente compagnia.

6 ottobre 2013 § Lascia un commento

 

                                                              UN INSANO SOSPETTO
 
 
Avere in casa due preadolescenti tredicenni, peraltro non figli tuoi, in una casa al mare alla fine di agosto comporta profonde riflessioni visto che le suddette tredicenni, perché ebbene si di donne stiamo parlando, invece di catafottersi al mare con i 30-32° che tengono ancora alla grande si sono chiuse nei loro appartamenti a leggere, si avete capito bene, l’ennesimo capitolo dell’ennesima saga a loro dedicata. Chiaramente ognuna ne legge una diversa, così se lo prestano, che poi non è nemmeno vero, perché già quell’età iniziano le fratture partigiane tra amanti del vampiro e seguaci del cacciatore di demoni…
Premetto una cosa anche se so che mi attirerò un sacco di critiche dalle amiche: le pupe sono carine, cioè potrebbero fare tutt’altro, ci siamo capiti, e invece no, leggono.
Avanzi in coro dell’Euripide di nero velato: e di che ti lamenti? Invece di rincretinirsi con:
i videogame
il porno
la cresima
gli spinelli
i drink
real tv
la palestra
i ragazzi
l’aoristo greco
il criceto
justine bieber
le tette
loro leggono.
Confesso che non sono tanto informata, forse ho letto il primo Henry Potter, ma penso che le creature si siano infognate nel circuito del parolificio da discount culturale che impera nella letteratura 2.0. Classe di leva “67 sono cresciuta a pane e Kipling con qualche concessione alle sorelle Alcott, ma da Asterix a Linus il passo fu breve. Ora menarsela per nottate intere con diciotto volumi, mai meno di 700 pagine. mentre escono a raffica tre film con annessi gadget e accompagnamenti di bimbiminkia urlanti mi puzza di lavaggio del cervello per ritrovarsi trentenni bell’e pronte alle Cinquanta Sfumature.
Forse, come si dice a Napoli, mi lamento del soverchio ma credo si stia indottrinando i ragazzi pure nelle modalità di lettura perchè a quell’età è giusto:
il viodeogame
il porno
la cresima
gli spinelli
i drink
real tv
la palestra
i ragazzi
l’aoristo greco
il criceto
justin bieber
le tette
e poi annoiarsi, cacciare dallo zainetto un libro e stare per un po da un altra parte.

Dove sono?

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